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Liscione–Capitanata: un corridoio idrico strategico per il futuro della Puglia

Pubblicato da Admin Il 06/04/2026
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Da anni la Puglia affronta una cronica scarsità di acqua, mentre allo stesso tempo notevoli quantità di acqua dolce provenienti dall’interno dell’Italia continuano a disperdersi in mare. Il progetto Liscione–Capitanata nasce come risposta strategica a questo paradosso: un’infrastruttura che collega i surplus idrici del Molise con i reali fabbisogni della popolazione e dell’economia del Sud.

Il cuore dell’intervento è una condotta di dieci chilometri che convoglierà l’acqua dal serbatoio Liscione all’impianto di potabilizzazione di Finocchito, con un volume annuo stimato tra 40 e 60 milioni di metri cubi. Invece di lasciare che quest’acqua finisca nell’Adriatico, essa verrà indirizzata verso l’area di Capitanata, nel nord della Puglia, una delle regioni più colpite da siccità e sovrasfruttamento delle risorse locali.

Il progetto non si limita a gestire l’emergenza, ma punta anche alla riorganizzazione del sistema idrico su scala più ampia. È previsto il riempimento dei serbatoi, incluso Occhito, con l’acqua dell’Acquedotto Adriatico e, quando necessario, una distribuzione “in senso inverso” per stabilizzare la rete. In questo modo si riduce la pressione sulle fonti esaurite e si costruisce un sistema più flessibile, capace di rispondere meglio agli estremi climatici e ai picchi stagionali di consumo.

Sebbene i lavori sulla condotta siano in fase avanzata, il progetto deve ancora affrontare diverse sfide: la necessità di ulteriori finanziamenti, i conflitti tra regioni e le preoccupazioni legate ai cambiamenti climatici. In Molise, una parte dell’opinione pubblica teme per le proprie risorse idriche, mentre la Puglia sottolinea che senza opere di questo tipo non è possibile garantire la sicurezza a lungo termine dell’approvvigionamento.

Nonostante tutto, il consenso degli esperti è chiaro: Liscione–Capitanata è un tassello fondamentale per il futuro dell’approvvigionamento idrico e dell’agricoltura pugliese. La possibilità di trasferire decine di milioni di metri cubi d’acqua ogni anno apre la strada non solo a una fornitura più sicura per cittadini e industria, ma anche a un’agricoltura più resiliente e competitiva in una delle principali regioni agricole d’Italia.

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